cinque ragazzi. cinque ragazzi per cinque argomenti: letteratura, arte, musica, cultura e non solo... cinque argomenti in "cinque righe": il pentagramma, un progetto che si propone di accendere la curiosità del suo lettore suggerendo semplici spunti di interesse generale. Discorsi intrecciati l'un l'altro come note musicali che cercano l'armonia uniti dalla stessa "chiave".

sabato 25 maggio 2013

Pictures at an exhibition



Una passeggiata tra quadri.

L’idea di Modest Musorgskij, compositore della fine dell’’800, nasce da una passeggiata, una promenade, tra i quadri esposti in un museo.

Alcuni anni prima, l’incontro con l’architetto Viktor Hartmann e l’amicizia che ne scaturisce porta i due a sviluppare una comune visione dell’arte legata ai valori culturali della Russia rendendoli molto uniti e affiatati.

Per la prematura morte di Hartmann, in suo ricordo, viene presentata a San Pietroburgo una mostra che propone 400 opere dell’artista, alcune anche della collezione privata di Musorgskij. È proprio passeggiando tra i corridoi dell’Accademia che il compositore si immagina e scrive i Quadri.
La maggior parte dei lavori che facevano parte della mostra sono andati perduti, rendendo così difficile l’identificazione dei lavori che hanno effettivamente ispirato il pianista. Di sicuro ne fanno parte “L’Ebreo ricco, L’Ebreo povero”, “Gnomus”, “Balletto deipulcini nei loro gusci”, “Progetto per una porta a Kiev - Facciataprincipale”.


Questi alcuni dei 10 quadri che creano la suite musicata dal compositore, tutti intramezzati dal tema centrale, la promenade appunto, con minime variazioni, quasi a sottolineare gli stati d’animo che invadono lo spettatore durante la visione dei lavori di Hartmann. La composizione, di fortissimo impatto avanguardistico per l’epoca (1874 la prima stesura pianistica), contiene fortissimi caratteri sperimentali e per qualche verso anticipatori della musica del novecento.

Cent’anni dopo, 1971, esce la rivisitazione dei Quadri in versione psichedelica-progressive. Pictures at an exhibition, firmata Emerson, Lake & Palmer, un album live, 12 tracce.

L’intento è lo stesso di Musorgskij: una passeggiata in chiave rock-alternativo nei corridoi del museo della composizione classica originale rivisitata e adattata. Come a dire, dopo cent’anni se ancora si ascolta (e si suona) musica classica un motivo c’è. L’atmosfera che i tre creano con gli strumenti elettrici (favoloso il riadattamento “dissacrante” di Keith Emerson della fantastica “the old castle”) è un misto di ritmi incalzanti e martellanti, intervallati da suoni incredibili e ancor più avanguardistici della composizione stessa. 



Come nell’originale, anche nella versione dei tre inglesi i vari Quadri sono intramezzati dalla passeggiata, con le variazioni -dalla solenne e suntuosa, alla tenera ninna nanna- del genio di Keith Emerson, fedelissimo del modular moog in quegli anni di recente creazione. Grazie anche a questo strumento, che possiede varianti timbriche pressoché infinite, credo che i tre siano riusciti a realizzare quel sogno cui forse Musorgskij tendeva: avere una manipolazione totale dei suoni e dei timbri. Suonare un moog (talento permettendo) è come avere una tavolozza di colori con cui dipingere la melodia e i suoni a piacimento, all’interno della cornice musicale.

I tre indubbiamente aggiungono delle sfumature sofisticate e molto curate: Carl Palmer una batteria incalzante, a tratti quasi ossessiva, Greg Lake -già all’epoca rinomato per aver firmato il disco “padre” della musica progressive-avanguardistica “In the court of the Crimson King” appunto con i King Crimson- un basso preciso e voce decisa -favoloso l’intermezzo "the sage" chitarra acustica-; ma Keith Emerson è “l’uomo che fa la differenza”.

Talentuosissimo prima organista, pianista in seguito dà al gruppo il tocco che manca, dalla rigida cornice della musica classica al rock irriverente e “delinquente”. Si presenta con vestitiniattillati dai colori improbabili e sfascia gli strumenti come una vera e propria rock star: il palco è tutto suo.

Cosa ne dite?  Che il caro Musorgskij si stia rivoltando nella tomba ripensando ai Quadri? O che stia sognando pure lui di sfoggiare abiti psichedelici e di dare coltellate al pianoforte?!



Ascolti consigliati:      Modest Musorgskij - Quadri di un’esposizione, 1874
                               Emerson Lake & Palmer - Pictures at an Exhibition, 1971



A.L.

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