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sabato 12 maggio 2012

Tutti pazzi per Mc Murphy

Alla cerimonia di consegna dei premi Oscar® del 1976 la concorrenza è agguerrita. A contendersi le statuette più ambite del pianeta saranno film destinati a diventare dei must per cinefili e non solo; si va da Qualcuno volò sul nido del cuculo di Milos Forman, a Lo squalo di Steven Spielberg, passando per Barry Lyndon di Stanley Kubrik e Quel pomeriggio di un giorno da cani di Sidney Lumet.

La statuetta più prestigiosa, quella per il miglior film, la porta a casa Qualcuno volò sul nido del cuculo, alla quale si aggiungeranno quelle per il miglior attore protagonista (Jack Nicholson), migliore attrice protagonista (Louise Fletcher), miglior regia (Milos Forman), miglior sceneggiatura non originale (Lawrence Hauben e Bo Goldman).

Tutto ha inizio nel 1962, quando lo scrittore americano Ken Kesey pubblica un romanzo dal titolo curioso, tratto da una filastrocca popolare: One flew over the cuckoo’s nest. Il romanzo trae ispirazione dall’esperienza diretta dell’autore in una clinica di pazienti con disturbi mentali, portando alla luce i metodi rigidi e in alcuni casi poco ortodossi utilizzati nella cura dei pazienti. Tra i numerosi lettori e ammiratori del romanzo vi è anche Kirk Douglas, che decide immediatamente di acquisire i diritti per la riproduzione cinematografica del libro. Inizialmente proposta come rappresentazione teatrale (con lo stesso Kirk Douglas come attore principale), la produzione cinematografica viene affidata a Michael Douglas, il quale insieme al padre individua in Milos Forman il regista giusto.

La vicenda si svolge all’interno di un ospedale psichiatrico. Randall P. Mc Murphy vi è appena giunto direttamente dal penitenziario, per accertamenti sul fatto che la sua pazzia non sia in realtà altro che un espediente escogitato per eludere i lavori forzati. Randall porta nella clinica scompiglio alla routine giornaliera (e notturna) impostata con estrema rigidità dall’inflessibile Miss Ratched, classico stereotipo di infermiera che tutto prestabilisce seguendo pedissequamente la deontologia professionale. Ma per fermare Mc Murphy ci vuole altro, nessuno ha mai messo paletti nella sua vita scapestrata e non sarà di certo la signorina Ratched a mettere in riga il ragazzo. La guerra tra i due è inevitabile, e Randall mettendo in campo la sua furbizia otterrà presto delle piccole vittorie. I “matti” sono con lui, e nemmeno il veto di Miss Ratched a guardare le finali di baseball può impedire a Mc Murphy di trascinare i compagni in un tifo sfrenato davanti ad un televisore spento. Randall diventa così il punto di riferimento degli ospiti dell’istituto, e la sua visione anarchica delle cose prenderà subito il sopravvento.



Qualcuno volò sul nido del cuculo è un film diretto, che ha il pregio di abbinare alla drammaticità della denuncia sociale (vedi i metodi utilizzati per “calmare” Cheswick e lo stesso Mc Murphy) una formidabile ironia (uno su tutti il personaggio di Martini interpretato da Danny De Vito), che ben si adatta a rendere il film scorrevole e accessibile a tutti nonostante la tematica impegnata. Jack Nicholson interpreta per la prima volta una parte che diventerà il suo cavallo di battaglia, quella del (finto) deviato mentale, a cui seguirà nel 1980 in Shining l’interpretazione di Jack Torrence, scrittore in cerca di ispirazione che impazzisce (questa volta veramente) in un albergo deserto e isolato.

È un film che apre molte finestre e cerca di chiuderne altre. E alla fine qualcuno potrà finalmente spiccare il volo.

M.F.



Visione consigliata:Qualcuno volò sul nido del cuculo (1975) di M.Forman

Shining (1980) di S.Kubrick

Lettura consigliata: Qualcuno volò sul nido del cuculo (1962) di K.Kesey

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